Social Media Marketing: novità e trend del 2020

I social media fanno ormai regolarmente parte della quotidianità di tutti noi. Che sia per informarsi, per condividere attimi della propria giornata o per curiosare nella vita altrui, collegarsi ad una piattaforma social è una consuetudine di tutti, ogni giorno.

Ma c’è di più: hanno assunto, nel corso del tempo, un ruolo da protagonista anche all’interno della customer journey – il percorso che il cliente tipo compie da quando diventa consapevole del bisogno fino all’acquisto – diventando di fatto un’imprescindibile touch point.

E questo le aziende – o almeno la maggior parte di loro – lo hanno capito, dimostrandolo con una vera e propria corsa alla strategia social migliore per distinguersi e intercettare il proprio target.

Rimanere costantemente aggiornati sulle nuove feature che i social media rilasciano e che possono supportare il coinvolgimento dell’utenza è fondamentale.

Ragionare di nicchia

Che Facebook sia il consolidato dominatore del panorama social (insieme ad Instagram, che non arresta la sua crescita) non fa più notizia. E questo primato è di certo spiegato sia dai loro numeri (in termini di utenza attiva e di investimento in ads da parte delle aziende) che dai loro strumenti di profilazione e controllo dei risultati sempre più affinati.

Al tempo stesso, però, le piattaforme di nicchia – termine che non ne sminuisce l’importanza, ma ne circoscrive semmai il target che raggiungono – possono offrire ottime soluzioni a chi si rivolge ad un pubblico ben preciso.

Tik tok (in grande considerazione tra i giovanissimi della generazione Z), LinkedIn (che riunisce le professionalità di tutto il mondo) o Twitch (per il sempre più crescente segmento dei gamers) sono solo alcuni esempi di piattaforme meno mainstream ma utilissime per non disperdere investimenti se si ha un pubblico definito.

(quick) content is the king!

“Contenuto di qualità” continua ad essere la parola d’ordine. Ma si fa sempre più largo una nuova forma di contenuti (lanciati da Snapchat ai suoi primordi) cosiddetti “effimeri”, cioè con una vita online breve che non va oltre le 24 ore, capaci di coinvolgere e far sentire l’utente ingaggiato.

Il successo di questo tipo di contenuti è spiegato da una tendenza ormai chiara a tutti: l’attenzione media dell’utente si è molto ridotta, preferendo così elementi brevi, appealing e circoscritti nel tempo. Da qui nascono le Facebook Stories e le Instagram Stories.

Di recente, anche LinkedIn ha deciso di lavorare per adeguarsi a questo trend, annunciando l’imminente inserimento delle Linkedin Stories. Sono ancora in fase di test nella sua rete interna, ma appare evidente il tentativo del social professionale per eccellenza di andare oltre il proprio target e coinvolgere i millennials e iGen.

Qualità prima della reaction

I social media devono senz’altro la loro ascesa alla capacità di soddisfare il bisogno di condivisione e di auto-affermazione. Mettere like, commentare e condividere contenuti è un modo per parlare di sé, farsi conoscere attraverso i propri interessi e sentirsi parte di qualcosa.

Con il passare del tempo, questo ha preso una direzione diversa: sempre più spesso gli utenti non compiono azioni sui contenuti perché li reputano di valore, ma perché qualcun altro lo ha fatto prima di loro, finendo con il prediligere i contenuti che hanno ottenuto più notorietà, al di là del loro messaggio.

Per garantire un’esperienza sempre più incentrata sulla qualità dei contenuti per tutti gli utenti e meno sulla “convalida sociale”, ad esempio, Instagram sta testando la possibilità di oscurare i like dei contenuti che ospita, opzione che potrebbe andare on-air entro la fine dell’anno.

Il commerce al tempo dei social

Come già detto, i social media sono un touch point fondamentale nella customer journey odierna. Ma se fino ad ora hanno rappresentato solo una tappa “di passaggio”, presto potrebbero diventare loro stessi il traguardo del processo di acquisto.

Si parla spesso di social commerce non a caso: le piattaforme si stanno strutturando sempre di più per poter dare modo alle persone di compare (e quindi alle aziende di vendere) durante la navigazione sulle loro pagine, creando così un cerchio chiuso dell’esperienza dell’utente.

Importante rimanere alla finestra.

Video e realtà aumentata

Offrire la migliore esperienza possibile ai propri utenti è la mission di ogni social media network. Per fare questo, gli stessi algoritmi deputati a premiare o penalizzare i contenuti sono stati progettati proprio per dare alle persone elementi sempre più impattanti. Per questo i video – da sempre il contenuto più coinvolgente per eccellenza – continueranno a vivere il proprio periodo d’oro e ad essere un must-have di ogni strategia di content marketing.

Oltre ai video, anche la realtà aumentata sarà un trend decisivo che modificherà l’esperienza dell’utente. Grazie ad essa, i brand potranno entrare ancora più in contatto con i propri follower e dare loro esperienze più immersive, per influenzare il loro processo decisionale quando valutano un acquisto.

Community e relazione

Altro trend che sottolinea l’importanza di riunire l’utenza giusta nel luogo giusto è quello della community. Se dapprima l’utente si sentiva appagato dal fare parte della grande comunità dei social, ora chiede a gran voce di poter far parte di “sottocomunità” in cui poter ritrovare persone che condividono i suoi stessi interessi, le sue stesse passioni e, perché no, i suoi stessi sogni. Su Facebook, ad esempio, fioriscono gruppi chiusi gestiti direttamente dai brand, in cui riunire i propri clienti per dar loro contenuti esclusivi (e al tempo stesso renderli un elite agli occhi di chi non ne fa parte, generando in loro il desiderio di aspirazione).

Ma la relazione tra brand e follower, oltre che per la community, passa anche per l’assistenza. Negli anni i social media sono stati identificati dalla clientela come un canale veloce e sempre più friendly con le aziende, al punto da non poter essere più ignorati in questo senso. Infatti, l’assistenza sui social è molto apprezzata dagli utenti, sempre più stanchi di attendere ore al telefono e di percepire distanti le aziende. I servizi di chatbot, ad esempio, nascono principalmente per supportare le aziende sotto questo aspetto, affinché possano gestire più agevolmente le numeriche e ridurre i tempi di attesa per il cliente, con un aumento della sua soddisfazione nel rapporto con il brand.

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