Zoom: aumento della diffusione, modalità di utilizzo e carenza della privacy

Zoom è il servizio di videoconferenza che si è diffuso più di tutti negli ultimi due mesi, per effetto della quarantena obbligata che ha portato molti a ricercare modi nuovi e semplici per poter interagire a distanza. Un vero e proprio boom di download dell’applicazione e dell’utilizzo quotidiano da parte sia di privati che aziende, per scopi molto diversi tra loro: i primi per potersi tenere in contatto con amici e parenti, per seguire corsi di formazione o anche semplicemente per potersi allenare con il proprio trainer da casa; le seconde per migliorare la gestione operativa delle attività, la produttività, svolgere sessioni formative interne o erogarne in modalità e-learning (se vuoi saperne di più, ne abbiamo parlato qui).

Chi è Zoom Video Communications

Zoom Video Communications è una società di San Jose, California (USA) fondata nel 2011. I suoi servizi, prima del covid-19, erano diffusi prevalentemente nel segmento teen, infatti col passare del tempo i suoi utilizzatori hanno iniziato ad autodefinirsi “zoomers”.

Il coronavirus ha sicuramente dato una forte spinta al suo attuale successo, generando di fatto un volume di domanda consapevole che prima non c’era. Ma dietro ai numeri di oggi di Zoom c’è anche molta strategia, dato che pare che l’azienda avesse previsto l’aumento di richieste sin dai primi casi di contagio in Cina risalenti a gennaio e si fosse prontamente organizzata ad accoglierla.

Tutti i numeri di Zoom

Da 20 a 200 milioni di utenti attivi quotidianamente in poco più di due mesi. Un’app diventata virale che a fine marzo è stata la più scaricata dallo store iOS di Apple, registrando un picco di 600.000 download in un giorno. E con l’aumento degli utenti sono salite anche le sue azioni, raggiungendo sempre a marzo una quotazione complessiva della compagnia pari a 29 miliardi di dollari.

Ma perché ha spopolato proprio Zoom, molto più di altri servizi concorrenti come Skype, Hangouts, Messenger e FaceTime? La risposta risiede principalmente nella sua semplicità: Zoom, già ampiamente diffusa nei college americani, ha un layout minimal e pratico, oltre ad alcune funzionalità che ricordano quelle del mondo dei social network, rendendolo ancora più familiare per gli utenti. E così, nella corsa ai ripari della primissima fase del lockdown, soprattutto il mondo dell’istruzione ha deciso di ricorrere a Zoom per poter dare continuità alle lezioni, contribuendo alla sua diffusione tra i ragazzi di tutto il mondo che poi, di conseguenza, hanno continuato ad usarla anche per scopi personali.

Problemi di privacy e security

La diffusione del servizio ha portato a Zoom molta popolarità, e con essa anche una più attenta considerazione da parte delle autorità e istituzioni garanti della privacy.

Sotto la lente di ingrandimento soprattutto la gestione dei dati che Zoom immagazzina, al punto da aver scaturito una causa per violazione della privacy da parte di un utente californiano. Sembra infatti che l’app di Zoom condividesse dati con Facebook, in maniera non trasparente agli utilizzatori. E sembra anche che, dopo la causa, Zoom abbia cancellato questa funzione dal codice.

Ma c’è di più. Zoom sembrerebbe avere anche diversi problemi di vulnerabilità: è già stato appurato che è possibile attivare la videocamera senza il consenso degli utenti, su pc dov’è installato Zoom.

Un altro problema security è l’assenza di crittografia end to end, il che espone a maggiore rischio di intercettazione della videoconferenza. Sembra infatti che circa 15.000 registrazioni di Zoom siano state esposte sul web a causa del modo in cui l’azienda californiana denomina le sue registrazioni.

Accorgimenti d’uso

Per la maggior parte dei problemi in cui si può incorrere è sufficiente seguire pochi e semplici consigli quando si usa un applicativo come Zoom. Di seguito un elenco di accorgimenti d’uso che possono aumentare la nostra sicurezza:

  • Usa sempre una password per i meeting: una password complessa e sempre diversa per ogni riunione riduce il rischio che qualche “esterno” riesca ad accedervi;
  • Abilita la funzione Sala d’attesa: in questo modo l’host può controllare chi accede e autorizzare o meno l’ingresso alla riunione;
  • Disabilita la funzione “Partecipa prima dell’host”: permette all’host di avere pieno controllo del meeting, impedendo a chiunque di avviarlo prima di lui;
  • Concedi la funzione di condivisione dello schermo solo all’host: lo scopo è impedire ai partecipanti indesiderati di interrompere la riunione con una condivisione intrusiva;
  • Blocca la riunione quando l’ultimo partecipante atteso si è collegato: dopo aver verificato che tutti i partecipanti siano presenti nel meeting, puoi disattivare la richiesta di entrata da parte di altri utenti.

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