Fake news e Coronavirus: a difenderci i colossi del web

Negli ultimi due mesi, l’interesse per il “Coronavirus” è cresciuto in maniera esponenziale. In Italia (e nel mondo), le ricerche sul web hanno subito un’impennata vertiginosarendendolo il Trend con maggiore frequenza di ricerca.

Con la diffusione del virus, le persone vogliano scoprire come prepararsi e difendersi, evento che ha reso questo periodo di incertezze e di paura terreno fertile per la proliferazione delle fake news, un fenomeno che fa leva sul sensazionalismo, sull’esclusività e sull’imporre la propria leadership condividendo una notizia prima di tutti. Le fake news, non sono mai banali e nascondendosi tra foto, articoli, messaggi WhatsApp, post sui Social Network, affermazioni di politici o sedicenti esperti, riescono ad ingannare anche l’occhio più attento.

Essendo dinanzi ad una situazione nuova, che anche le menti più brillanti conoscono poco a scendere in campo, per “disinfettare” le proprie piattaforme dalle false notizie sul COVID-19, sono i big della Rete tra i quali spiccano Google, Facebook, Instagram e Twitter. La “pulizia” riguarda anche quei siti d’informazione “tradizionali” che fanno capo a quotidiani, televisioni e riviste nate con un fine prettamente giornalistico.

Il contributo di Google

Digitando “Coronavirus” su Google.it, sopra ai risultati di ricerca, a ricordare la sensibilità dell’argomento, compare una banda di colore rosso con scritto “Allerta Covid-19” seguita da link che conducono a fonti valutate sicure.

Il contributo di Facebook

Il Social Network di Mark Zuckerberg intende:

  • Limitare la disinformazione e i contenuti dannosi riguardo al Covid-19
  • Fornire agli utenti notizie accurate e risorse utili come l’OMS e i ministeri della salute locale
  • Proibire inserzioni pubblicitarie intese a creare panico o implicare che determinati prodotti garantiscano una cura o impediscano alle persone di contrarre il Coronavirus
  • Proibire temporaneamente annunci e inserzioni che vendono mascherine mediche per il viso

Il contributo di Instagram e Twitter

Instagram e Twitter,i famosi social deglihashtag,fanno leva proprioattraverso i tag legati all’epidemia, per riportare gli utenti, una volta cliccato sull’etichetta preceduto dal cancelletto, al sito e alla pagina ufficiale del Ministero nei quali le notizie sono ritenute aggiornate e corrette.

E in Italia?

Nel territorio italiano è attivo un programma chiamato NewsGuard, nato nel 2018 per riconoscere le fake news attraverso un contrassegno verde o rosso a seconda della veridicità della notizia.

Sulla scia di ciò, in un periodo tanto delicato, dove la sete di like, visualizzazioni e sciacallaggio è forte, invitiamo tutti ad esser scettici nei confronti dei contenuti comunicati e verificare le fonti, l’identità di chi pubblica una notizia e chiedere aiuto agli esperti.

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