Coronavirus: Da Facebook a Google, i Big del web scendono in campo

Programmi per supportare le piccole e medie imprese, lotta alla disinformazione e molto altro. Scopriamo insieme quali sono i provvedimenti presi dai “Big del Web” per unirsi alla lotta contro il Covid-19.

In un panorama in cui il Coronavirus continua ad espandersi ed i provvedimenti degli Stati, quantomeno per rallentarne la diffusione, sono sempre più restrittivi, ci sono aziende e persone che continuano il loro lavoro per garantire i servizi essenziali.
Medici, infermieri e farmacisti rappresentano oggi gli eroi di questa pandemia.


Il resto del mondo tuttavia non resta a guardare: al loro fianco trovano posto le iniziative social per veicolare messaggi di speranza ed i migliori accorgimenti per evitare di contrarre o diffondere il virus.

A supporto di quella che è la lotta che unisce tutta l’umanità, hanno deciso di partecipare attivamente anche i Big del Web: Facebook, Instagram, Twitter, ma anche Google, Youtube e Pinterest.
Scopriamo insieme le iniziative ed il lavoro delle realtà più importanti nel mondo della comunicazione.

Facebook: investimento di 100 milioni di dollari con il “Facebook Small Business Grants Program”.

Il colosso di Zuckerberg risulta essere tra i più attivi in prima linea: lotta alla disinformazione e quote di annunci gratuite, ma non si ferma qui, annunciando il “Facebook Small Business Grants”, un programma grazie al quale Facebook investirà 100 milioni di dollari in contanti e crediti pubblicitari per aiutare 30mila piccole imprese in oltre 30 Paesi del mondo.

Le domande per il programma verranno accettate nelle prossime settimane, ma per ora puoi registrarti qui per ricevere aggiornamenti.

Instagram: prima lotta alla disinformazione per il principe dei Social.

Con oltre un miliardo di utenti attivi al mese, Instagram è tra le piattaforme più importanti ed influenti del web. Questa popolarità sarà data dalla natura del social, incentrato sulle immagini, dove i testi servono solo da contorno e sono spesso in secondo piano.
Questo rappresenta anche il motivo per cui fin’ora Instagram non si è mai esposto ad eventi politici o temi di attualità, volendo rappresentare un posto dove l’aria è leggera, dove “distrarsi” beatamente.

Tuttavia, data l’urgenza della situazione, Instagram ha deciso di scendere in campo nella lotta alla disinformazione, creando un banner nella parte superiore del feed dove l’utente può trovare un collegamento alle informazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), o delle autorità sanitarie pubbliche locali, ed eliminando tutti i filtri a tema Coronavirus che popolavano le stories, essendo fonte di falsa informazione.

Twitter: nuova emoji che invita a lavarsi le mani.

L’idea è tanto semplice quanto efficace: in seguito a tutte le raccomandazioni che invitavano le persone a lavarsi spesso le mani, Twitter ha deciso di inserire una nuova emoji con due mani che si strofinano con del sapone e dell’acqua, ottenendo l’approvazione ed i ringraziamenti da parte del direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, e dell’Unicef, con due tweet.

Per utilizzare questa nuova emoji basta aggiungere al tweet uno di questi hashtag: #HandWashing, #HandWashChallenge, #SafeHands o #WashYourHands.

Pinterest: l’unico social “salvo” dal Coronavirus.

Sembra surreale.
I nostri stili di vita sono completamente cambiati, e tutto questo richiede una particolare attenzione, soprattutto da parte dei media. Accedendo infatti a qualsiasi fonte di informazione non si parlerà altro che ovviamente del Coronavirus.
Questo, tuttavia, può risultare pesante a lungo termine. Gli utenti a volte ricercano a volte un posto in cui distrarsi o rifugiarsi, e lo hanno trovato in Pinterest.

In favore alla lotta alla disinformazione, il social ha deciso di limitare nel massimo delle sue possibilità ogni Pin che riguardasse il Covid-19, rimandando ogni utente che effettuasse la ricerca ad un banner con contenuti informativi creati dell’OMS.

Il Social consente ancora contenuti che riguardano il virus non dannosi, o provenienti da fonti ufficiali, ma ad oggi sembra essere la piattaforma più lontana dalla pandemia.

Google e Youtube: in prima linea contro la disinformazione.

A differenza delle altre realtà, Google e Youtube rappresentano delle piattaforme dove l’utente, in media, tende a ricercare informazioni. Data questa natura, sin da subito Google ha deciso di incentrare i suoi sforzi e le sue risorse alla lotta al phishing, alle teorie complottiste, malware e falsa informazione.


In particolare, da YouTube stanno provvedendo ad eliminare ogni contenuto che diffonda fake news, mentre Ads sta eliminando ogni inserzione che riguardi il virus.

Google si è anche attivata per fornire assistenza e creare contenuti per gli annunci dell’OMS ed in generale delle organizzazioni governative.

Per agevolare il passaggio allo smart working è stato reso disponibile l’accesso gratuito alle funzionalità avanzate per le videoconferenze di Hangouts Meet per tutti i clienti G Suite fino al 1° luglio 2020.

Il team dell’azienda statunitense sta inoltre investendo in nuove risorse per supportare la maggiore richiesta di live streaming su YouTube.
Sundar Pichai, CEO dell’azienda, ha sottolineato che è aumentato l’interesse per le aree geografiche colpite dal Covid-19, poiché le persone ricercano, anche virtualmente, il contatto con le loro comunità.



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