Assistenti vocali: la voice search nuova frontiera del marketing

Alexa, accendi la luce”. Tutti almeno una volta, nell’ultimo anno abbiamo detto questa frase.

Gli Assistenti vocali sono sempre di più al centro della vita delle persone. Secondo una ricerca di Google il 72% dei possessori di questi dispositivi lo usa più di una volta al giorno.

Il successo degli assistenti vocali sta nel fatto che “la voce” rende questi meccanismi quasi umani, ricoprendo anche un ruolo di compagnia in casa.

Cosa sono esattamente?

Gli Assistenti vocali sono altoparlanti intelligenti provvisti di microfono e connessione Wi-Fi che, grazie ad un sistema di intelligenza artificiale e al riconoscimento vocale, sono in grado di eseguire un’azione dettata dalla voce di un interlocutore. Possono leggere le notizie, impostare timer e sveglie, gestire la lista della spesa, rispondere ad una nostra domanda, controllare ed interagire con alcuni componenti della casa.

La Voice Search sta emergendo

L’uso degli assistenti vocali si sta spargendo a vista d’occhio, in particolar modo l’uso della voice search, soprattutto tra coloro che usano già dispositivi con assistenti vocali come Google Home e Amazon Echo.

Sempre Google ci dice che entro il 2022 il 55% delle case sarà dotato di uno smart-speaker e il voice shopping (la tendenza di acquistare tramite un comando vocale) passerà da 2 miliardi di fatturato attuali a 40 miliardi nello stesso anno.

Questi numeri da capogiro porteranno sicuramente a demolire alcuni punti cardine della comunicazione digitale odierna, spingendo i marketer a dover iniziare seriamente a prendere in considerazione l’idea di integrare nelle loro strategie la voice search. Alla stregua degli smartphone e dei social network, questi dispositivi stanno trasformando totalmente la nostra quotidianità e, di conseguenza, il modo in cui i brand interagiscono con i consumatori. Non a caso esistono più di 30,000 Alexa Skills e oltre 2,000 azioni per Google Assistant.

Nuova frontiera del marketing

Alla base del marketing c’è senza dubbio la capacità di prevedere le esigenze del consumatore e l’uso degli assistenti vocali può essere il mezzo giusto. “È facile immaginare dove potremmo arrivare se avessimo a disposizione altri indicatori sui clienti. Pensiamo ad un assistente digitale in grado di comprendere le nostre abitudini ed esigenze quotidiane e fornirci non solo delle risposte, ma anche dei consigli. Ciò rappresenta uno scambio di valore incredibile per l’utente: un assistente digitale che non si limita a reagire alle query dell’utente, ma arriva a relazionarsi con una sensibilità proattiva, basata sul contesto circostante” scrive Matt Mierzejewski, vice presidente senior di Search Capability nell’azienda di performance marketing Merkle.

Creare relazioni

Per i marketer, lavorare sulla voice search, non rende solo visibili. Riuscire a creare dei contenuti specifici per il proprio pubblico è un passo importantissimo per creare una relazione brand-consumer. Inoltre, queste tecnologie sono molto più veloci rispetto alle richieste testuali, fornendo anche una risposta molto più rapida.

Skill e SEO

Le richieste vocali diventeranno un nuovo canale di comunicazione e nascondono una grande opportunità per le aziende se usate nel giusto contesto. Gli assistenti vocali oltre alle funzioni base, possono essere integrati di skill che vengono attivate con la voce ed ognuno può metterle a disposizione di chiunque possieda un dispositivo. A dicembre 2019 erano state sviluppate circa 3.550 skill per Alexa con un mercato in continua crescita, lasciando spazio anche alla nascita di nuove professioni e quindi urgenza di nuove competenze in merito.

Ma se quando navighiamo su un sito o su un’app abbiamo dei riferimenti visivi, con le skill questo non è possibile. Proprio per questo motivo sarà necessario creare delle conversazioni ad hoc per far sì che l’utente non si senta disorientato. Questa sarà una bella sfida per chi lavora con le parole. Una sfida che cambierà molte riflessioni anche in ambito SEO. Le ricerche vocali sono un po’ più lunghe di quelle testuali e le query devono essere poste sotto forma di domanda.

Una nuova era del marketing probabilmente è già arrivata e noi non vediamo l’ora di coglierne tutte le opportunità.

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