E-commerce: dal diversivo alla necessità

E-commerce, era il luglio 1995 quando Jeff Bezos, dal suo garage di Seattle spediva “Fluid Concepts and Creative Analogies” di Hofstadter e Douglas R. il primo libro venduto su Amazon.com, che in un mese dalla sua nascita venne definita “la libreria più grande al mondo”.

Bezos comprese subito che il mercato librario era facilmente trasferibile sul web data la facilità di ordinare e spedire libri, creando gli standard di un sito e-commerce, con caselle per la ricerca tramite parole chiave, autore o argomento.

Ad oggi Amazon è un colosso da centinaia di miliardi di dollari che tratta milioni di prodotti e ha reso il suo creatore uno degli uomini più ricchi del pianeta.

Ma cos’è l’E-commerce?

L’E-commerce, non è altro che la possibilità di acquistare e vendere online prodotti su scala mondiale, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, attraverso transizioni elettroniche tramite App e/o siti web appositi sia per mobile che per desktop.

Un click che elimina tutto lo stress del raggiungimento del negozio fisico, offrendo convenienza, maggiore offerta e assortimento.  

Ancora molti però, vedono l’E-commerce come un processo B2C (business to consumer), ignorandone, per disinformazione tutti gli altri tipi.

Questi infatti includono siti di aste online, internet banking, biglietti, prenotazioni online e B2B (business to business) con più dell’85% degli italiani che usano il mobile per lo shopping in digitale.

Com’è cambiato l’E-commerce negli anni?

Tornando indietro nel tempo di circa venti anni fa sorridere il timore che molte persone avevano nei confronti del commercio online e di consegnare le coordinate delle proprie carte di credito ai rivenditori del web, perfetti sconosciuti residenti chissà dove.

A potenziare la fiducia tra venditore e acquirente, sono accorsi Certificati SSL (Secure Sockets Layer), affidabili sistemi di pagamento esterni (Paypal, Google Pay, ecc) e diversi tipi di carte prepagate/ricaricabili (Postepay, Genius Card, ecc), spesso utilizzate esclusivamente per acquisti online.

Inoltre, un altro tassello da aggiungere al rapporto di fiducia acquirente/venditore sono i Feedback, le famose recensioni dei compratori al venditore e ai suoi articoli, poiché oltre il 60% degli utenti sceglie in base alle valutazioni e all’esperienza altrui.

Ma la crescita esponenziale, negli ultimi dieci anni del commercio digitale, si è verificato soprattutto grazie alla diffusione della rete internet, ormai indispensabile nella quotidianità delle persone. A inizio 2019, infatti, erano 4,388 miliardi gli individui connessi ad internet, più della metà della popolazione globale (7,6 miliardi di persone nel 2019).

Il collegamento ad Internet, l’affidabilità dei servizi postali e la diffusione degli smartphone sono senza dubbio dei buoni indicatori dello sviluppo dell’E-Commerce, ma non bisogna tralasciare la grande spinta della potenza del neuromarketing. È un nuovo campo di ricerca del marketing che si concentra su uno studio cognitivo e affettivo dei consumatori agli stimoli del marketing con la psicologia. Il 90% di tutte le decisioni di acquisto vengono prese inconsciamente.

Rivoluzione E-commerce – anno 2020

Se nel 2019 il valore degli acquisti online toccavano i 31,6 miliardi di euro con un incremento del 15% rispetto al 2018 (tra i settori in maggiore crescita il Beauty (+27%), l’Arredamento & Home Living (+30%) e il Food&Grocery (+42%)) nel 2020, la Pandemia da Covid-19 ha cambiato le abitudini di consumo.

Lo scorso anno il commercio online non valeva più del 7% di vendite totali mentre ora gli utenti si trovano ad acquistare sul web, con percentuali triplicate, food delivery, spesa online, mascherine, igienizzati, prodotti per il fitness e giochi per il tempo libero in casa. Una rivoluzione, che ha visto milioni di italiani acquistare per necessità in rete per la prima volta, scoprendone i vantaggi.

Il momento giusto per aprire un E-commerce

Quello che stiamo vivendo a causa del Covid 19 è un periodo che porta con sé dei cambiamenti a lungo termine, un mutamento sia del modo di percepire il lavoro, che del modo di fare acquisti. 

Molteplici sono le motivazioni per le quali questo è il momento giusto per aprire un negozio online, in primis perché può salvare le attività da ulteriori perdite economiche aiutando piccoli e medie imprese a uscire dalla crisi per recuperare fatturato e clienti in breve tempo.

Ovviamente, visto la grandissima quantità di shop online, non basta solo essere presenti sul mercato digitale, ma è fondamentale pianificare strategie di marketing mirate, investire e personalizzare l’esperienza dell’utente fino a soddisfarlo e a fidelizzarlo.

Non tutti i mali vengono per nuocere

È innegabile che il Coronavirus abbia causato un forte danno sia all’umanità che all’economia mettendo in ginocchio molti settori, ma per altri invece ha rappresentato una svolta inaspettata e positiva, un’evoluzione digitale che avremmo avuto solo tra cinque o dieci anni alla quale nessuno vorrà più rinunciare.

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